"VELE AL VENTO "100X200 OLIO SUTELA JUTA

“Vele al Vento”2003

MOSTRA GALLERIA S.LORENZO -MILANO 2008

Le vele “del desiderio”

 

Alfredo Pieramati è imprevedibile. Ogni mostra di pittura ch’egli realizza è una rivelazione. Si apre all’infinito. Sa trattare dall’inconoscibile della Natura la quintessenza del creato. Dai borghi silenziosi e quasi nascosti dal corso dei secoli, è poi sfociato nelle piante rigogliose. Dai paesaggi e dalle montagne innevate, ha svelato il mistero della neve opulenta in una scomposizione di raro effetto cromatico. Ora, in quest’ultima mostra pittorica dà risalto al miraggio delle vele, captate come simbolo di pace tra i popoli. Hanno un afflato mistico. Sono solari, maestose, sazie di colore timbrico: ammantate di effluvi melodiosi e di risonanze misteriose. Conquistano lo spazio, si scindono in due o tre e ci appaiono come le vele “del desiderio”, apportatrici di giustizia, perché vengono da lontano e sanno celebrare un antico rito. Tutta la pittura di Alfredo Pieramati è una meditazione filosofica, in cui la vivacità del quadro (che supera anche i due metri, olio su tela) si misura dai colpi audaci che fanno da contrappeso al ritmo trascendentale dell’immagine, costruita per strutture. Ogni dipinto ha una propria interpretazione figurativa dal tocco transeunte. Schopenhauer aveva escogitato come caratteristica del sogno, la visualità come rivelazione. Alfredo Pieramati è un grande artista, che si è affermato per la dirompenza postcubista delle sue espressioni pittoriche, in cui il simbolo assume una dimensione lirica, ed in cui le onde e le vele, il sole ed i marosi dell’acqua, si avvalgono di una “continua astrazione” che li nobilita nell’unità formale dell’assunto. Sia ben chiaro che l’interpretazione delle “vele” lascia spesso il posto ad una maestà metafisica, perché l’artista gioca sull’artificio espressionistico, conferendo alle stesse una interpretazione plastica irrazionale per il predominio della linea curva. Talvolta capita che il sole si impadronisca delle vele, e ne consegue un effetto postcubista di singolare piacevolezza, in cui tradizione ed avanguardia si danno la mano. Ritengo che l’artista meriti di essere definito un “caposcuola” per la sua interpretazione suggestiva del creato. Milano, 7 novembre 2007

Antonino De Bono

Storie d’Acqua e di Vento:

le Vele di Alfredo Pieramati

Cogliere l’essenza ultima, indagare l’intima sintesi degli opposti, avvicinare con la mente ed il cuore ciò che a tutta prima appare incommensurabilmente lontano…Acqua e vento, ad esempio, appartengono entrambi indissolubilmente sia al Mare che alla Montagna e permeano della loro presenza i paesaggi e le atmosfere di questi apparentemente antitetici scenari dell’immaginario collettivo.La neve dei monti che pigramente si scioglie al sole nelle pozze primaverili, i ruscelli che tuonano precipiti fra le gole hanno però già in sé la cifra, come il presentimento del Mare.E le bandiere di preghiera tibetane gemono sotto l’urlo del medesimo vento che gonfia le vele di imbarcazioni danzanti nell’immenso mutante immutabile deserto marino.Alfredo Pieramati è uomo che conosce la natura profonda delle cose e la svela lungo tutto l’arco della sua parabola creativa, prima raffigurando sentimenti ed atmosfere lirici ed intimistici, poi illustrando improbabili ma reali paesaggi urbani; ieri penetrando passo passo nel mistero di antichi villaggi innevati, oggi varcando i mille oceani del vivere su imbarcazioni che dall’acqua sorgono ed all’aria tesa si offrono come in un abbraccio panico.La tecnica, prima affascinata da quadri e prismi, poi coinvolta in tormentose linee spezzate cui si contrappone la quiete di misteriosi cerchi, oggi finalmente ammiccante verso sinuose ellissi e sinusoidi, parla di precisione di gesti, di rigore compositivo e mentale, di mestiere cresciuto all’ombra dello studio puntiglioso e del faticoso mondo del fare.Il colore, da sempre traslucido protagonista di sensazioni forti ma calde, rassicuranti e protettive nello squillare di una timbricità avvolgente, racchiude il gesto creativo nel bozzolo che protegge ed insieme esalta una proposta umana ed artistica unica: consapevole e coraggiosa, vitale e nobile.E’, Alfredo Pieramati, maestro di una scuola personale che, raccogliendo suggestioni profonde dai mille ruscelli (acqua vitale ancora!) della pittura contemporanea, ne plasma contenuti e messaggi inediti, personalissimi e carichi di un senso pieno del vivere e del creare.

 

 

Giancarlo Telloli