"CONCETTO VIRTUALE"

“Concetto Virtuale” 2001

ARTE e TECNOLOGIA

“Concetto Virtuale”

 

Alfredo Pieramati lascia il segno sulla sostanza filosa ,filamentosa e tecnologica,muovendosi in bilico tra esperienze da borderline.Il logotipo della narrazione diventa intuitivo e solo apparentemente razionalizzato.La tecnica come scusa per raccontare un altro se stesso al resoconto di specchi critici riflessi in divinità solari.La ricerca è personale e del tutto atipica perché come quella di un designer o di un architetto attiva ambiti multidisciplinari mescolando differenti abilità , senza per questo approdare ad un punto di vista definitivo o aderire a movimenti programmatici con propositi di rivelare segreti nascosti nell’operare artistico.Una  scelta della libertà espressiva a volte è penalizzante , ma nel tempo il percorso compiuto conferma l’incisività dell’artista e attesta la sua competenza ad esercitare il mestieredi chi traduce il sogno e la visione in prodotti tangibili . Il linguaggio di Alfredo Pieramati nasce dalla corporalità,per contrapposizione e regresso.E un sogno che diventa segno . E l’esperienza della carnalità peccaminosa espressa nelle sue tele contrassegnate dalle pennellate viziose filtrate dalla grafica digitale e contaminate dalla purezza del fare digitale.Nulla di esoterico e nulla di spirituale lo affliggono ma,come in un’esperienza di trasformazione mistica ,traduce giorno dopo giorno il suo divenire verso l’ascesa in segni che lo proiettano nell’astratto.Concretezza delle dicotomie dell’arte,espressa dalle linee presenti nei suoi quadri,i”compact disc” rappresentano forse i richiami che lo porteranno a sconfinare nel tridimensionale,in asse tra design e architettura.Le tracce delle immagini colme di MB sui CD sono movimenti frantumati e poi ricomposti per essere rimixsati con sonorità cromatica che rimandano alle emozioni. L’”oggetto” di comunicazione CD  degli ultimi vent’anni diventa “Soggetto” nelle tele e sculture di Pieramati nascondendo al suo interno MB di informazione,sensazioni,immagini,le sue opere figurative e ricordi.I due momenti sono sorprendenti: tanto futuro raccontato nell’astratto di un uomo,tanto concreto nel suo tendere ad una memoria tangibile,fatta di oggetti e corporeità.La ricostruzione figurativa ha in se tendenze verso il geometrico ed è evidente , i compact disc  sono centri,dove invece di circoscrivere le finalità della ricerca pittorica si incastrano oggetti attinenti che porteranno alla contaminazione tridimensionale che non è da confondere con l’indole di un tecnologo,perché la ricerca di Alfredo Pieramati è da contestualizzare nelle aspirazioni e nelle visioni di un artista che in percorsi asimmetrici si interroga sulle dinamiche delle alterazioni materiche .Nel contesto di questa indagine è legittimo registrare come la ricerca dell’equilibrio in queste opere è da riconoscere. Alfredo Pieramati osserva lo spazio ma il suo sguardo non è quello di un astronomo, piuttosto è quello di una persona che trova le energie per agire nel campo della sperimentazione emozionale.E un’esercizio che implica l’intuito e la razionalità ma non si concentra sul rigore vincolante della tassonomia e dellaclassificazione generica dei concetti.Gli oggetti e i soggetti che sono il risultato conseguente di questi talenti,incoraggiano spostamenti su piattaforme mediatiche dove il contatto con il fruitore è più immediato .Astrattismo pop ed iconografia sono la carta d’identità di quest’arte. Rimane quindi lo stupore costante e la messa a punto di cognizioni nuove nel tentativo di inquadrare,disporre,ordinare,costruire una bussola e dare senso e critica al lavoro artistico.E in questa direzione che la logica operativa e gli strumenti di elaborazione culturale sono predisposti,con la certezza ma a volte anche il dubbio,che la verità e i segreti dell’arte sonoa portata di mano.

 

C. Costantino